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Abrussels video – Il cammino dell’Adriatico

Abrussels asbl, l’associazione degli Abruzzesi a Bruxelles, in collaborazione con l’associazione degli Abruzzesi di Liegi, ha messo a disposizione di associazioni no profit apartitiche operanti in Abruzzo la somma di 2.100 € per realizzare un progetto senza scopo di lucro dal titolo “Cultura al Centro”. Il progetto promuove il turismo lento ed ecologico in una costa veloce come quella adriatica, riscoprendone le bellezze artistiche e naturali con attenzione all’identità dei luoghi, cosa che, invece, il turismo di massa costiero ha negli anni banalizzato o ignorato.

E’ possibile vedere il video introduttivo del progetto qui

Video di Bruno Mariani ( Ambasciatore Digitale Abruzzo nel Mondo).

Attività

L’associazione Paliurus vince il bando “Cultura al Centro”.

Abrussels asbl, l’associazione degli Abruzzesi a Bruxelles, in collaborazione con l’associazione degli Abruzzesi di Liegi, ha messo a disposizione di associazioni no profit apartitiche operanti in Abruzzo la somma di 2.100 € per realizzare un progetto senza scopo di lucro dal titolo “Cultura al Centro.

L’iniziativa ha come obiettivo la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale regionale per attività socio – culturali legate al territorio, che comprendano la collaborazione con le comunità locali e le scuole di secondo grado.

«Il bando ha riscosso molto successo – afferma Claudio Vernarelli, presidente dell’Associazione Abrussels -. Sono state vagliate 33 proposte giunte da tutte le province e non è stato facile decretare il vincitore, considerata la validità di molti dei progetti pervenuti. Dopo un’attenta valutazione, è stato selezionato il progetto Il Cammino dell’Adriatico, dell’Associazione Paliurus di Pineto».

Il Cammino dell’Adriatico si svolgerà sul percorso ciclopedonale che va da Martinsicuro (TE) a San Salvo (CH), lungo il tracciato abruzzese dei pellegrini che si recavano in Terra Santa percorrendo a piedi la penisola italiana da Venezia a Brindisi. Ciò è testimoniato storicamente dai cinque affreschi all’interno della chiesa romanica di Santa Maria di Propezzano, nel comune di Morro d’Oro (TE).

Il progetto promuove il turismo lento ed ecologico in una costa veloce come quella adriatica, riscoprendone le bellezze artistiche e naturali con attenzione all’identità dei luoghi, cosa che, invece, il turismo di massa costiero ha negli anni banalizzato o ignorato.

Il Presidente di Abrussels, Claudio Vernarelli, ricorda che «sebbene il contributo messo a disposizione sia simbolico, questo è un segnale di vicinanza, concreto e forte, di tutta la comunità abruzzese residente a Bruxelles, capitale del Belgio e dell’Europa».

«Questi fondi – continua Claudio Vernarelli – sono stati raccolti grazie ad attività di puro volontariato dei soci che si sono impegnati con diverse iniziative e che, all’unanimità, hanno deciso di finanziare un progetto di alto valore socio – culturale. Vorrei ringraziare i soci valutatori per il lavoro che è stato fatto, e la socia Cristiana Marchitelli per la realizzazione della grafica e la comunicazione.
Inoltre, a nome dell’associazione ci teniamo a ringraziare l’Onorevole Corneli per la lettera di congratulazioni che ci ha inviato : è per noi un immenso piacere sapere che il progetto sia stato apprezzato per le sue qualità e finalità ».

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Documentario “Cosa fanno gli abruzzesi a Bruxelles?”

Questo documentario, prodotto da #Abrussels (Associazione degli Abruzzesi a Bruxelles), è risultato vincitore del contest lanciato dal CRAM (Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo) sul tema della nuova emigrazione abruzzese nel mondo. Come premio, l’ideatore e regista del video, Bruno Mariani, colonna portante dell’associazione, ha ricevuto la carica di “Ambasciatore digitale d’Abruzzo” da parte della Regione Abruzzo.

Vabbè, insomma, cosa fanno gli abruzzesi a Bruxelles?

Scopritelo con noi!

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Api in azione per l’Orso Marsicano – Online il…

Siamo orgogliosi di condividere con voi il video finale del progetto “Api in Azione per l’Orso Marsicano” finanziato da Abrussels in collaborazione con le associazioni “Abruzzo du Centre & Borinage” e “VZW Abruzzesi del Limburgo” che ringraziamo di cuore!

Il progetto aveva come scopo il recupero ambientale di una parte dei versanti del monte Morrone, nel territorio di Pratola Peligna, interessati dagli incendi dell’estate 2017 attraverso la ricostituzione delle biocenosi vegetali del luogo, per favorire la presenza nel medio-lungo periodo dell’orso bruno marsicano, grazie soprattutto alla funzione imprescindibile degli insetti impollinatori, come le api, fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi e il benessere delle specie che li compongono, incluse le comunità umane.

Grazie ancora alla ONLUS “Salviamo l’Orso”, vincitrice del bando “Ambiente al Centro”, per l’ottimo lavoro svolto: è stato un gran piacere collaborare con voi.

Il video finale è interamente visibile qui

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Abrussels – Cultura Abruzzese in terra belga.

BRUXELLES – Nel cuore della capitale del Belgio ed europea esiste una realtà associativa che promuove l’Abruzzo in tutte le sue bellezze (culturali, ambientali ed enogastronomiche): Abrussels. «Come nasce Abrussels? – riferisce il giovane presidente di questa associazione Claudio Vernarelli – Nasce da un’idea venuta a me durante una cena tra abruzzesi nel gennaio 2016, ed in questa cena ho lanciato un’idea: perché non facciamo un’associazione culturale? Dopo quattro mesi di gestazione, abbiamo redatto uno statuto in francese e trovato una sede, che si trova presso il ristorante di prodotti tipici abruzzesi “Vini e Sapori”, vicino la commissione europea».

I soci fondatori di questa associazione sono quattro: Claudio Vernarelli (vive a Bruxelles da due anni ed è presidente e fondatore di questa associazione), Alessandra De Leonardis (ambasciatrice del gusto abruzzese a Bruxelles e proprietaria della sede sociale), Vito Giorgio Colonna (membro dell’associazione culturale “Sestiere di Porta Filiamabili” di Sulmona dal 1996 e membro dell’Asbl “Ommegang” di Bruxelles dal 2008) e Veronica Petrarca (da vent’anni vive ad Anversa, attiva nell’aiutare gli italiani che si trasferiscono nella città fiamminga). E sono i soci che hanno firmato lo statuto. Abrussels è nata con lo scopo di diffondere, condividere e valorizzare il vasto patrimonio culturale abruzzese (ambientale, culturale e gastronomico) con l’idea di far conoscere l’Abruzzo e le sue bellezze nelle persone che vivono a Bruxelles.

Il nostro logo rispecchia la nostra identità – riferisce Claudio Vernarelli – e la nostra idea che sta dietro Abrussels: siamo abruzzesi ed europei con la lettera maiuscola, pensiamo che le due cose siano strettamente collegate. I colori del logo rispecchiano quelli ufficiali della Regione Abruzzo, la nostra bellissima regione di cui vogliamo diffondere le bellezze verso tutti gli interessati». Le attività che promuove l’associazione sono davvero interessanti e molteplici. Il “Rostaland”giunto alla terza edizione, dove si promuove il piatto tipico e rappresentativo dell’Abruzzo: l’arrosticino. La raccolta dei fondi e la creazione del bando “Ambiente al Centro” vinto dalla ONLUS “Salviamo l’orso” di Montesilvano. La finalità di questa iniziativa, nella quale sono stati attribuiti 1550 euro, è il recupero ambientale di una parte del Morrone distrutta dagli incendi boschivi del 2017, l’educazione Ambientale nei centri colpiti dagli incendi e la salvaguardia dell’orso bruno marsicano.

A questo progetto hanno partecipato anche altre comunità abruzzesi residenti in Belgio come quella di Genk, nella parte fiamminga, e quella di Borinage nella parte francofona a due passi da Mons. «E questo – riferisce Claudio Vernarelli – mi da veramente tanta speranza e fiducia, perché ci siamo uniti come comunità per dare una mano all’Abruzzo». Inoltre Abrussels, ogni 8 agosto è presente nelle cerimonie in cui si ricorda la tragedia di Marcinelle (1956), dove trovarono la morte molti minatori italiani tra cui alcuni abruzzesi. Il weekend Abruzzese, un progetto nato con lo scopo di migliorare i rapporti tra la comunità italiana ed i residenti del comune di Etterbeek,(Bruxelles) con due giornate interamente dedicate all’Abruzzo culinario e artistico: la prima nel Parco Felip Hap dove si è svolta una mostra fotografica ed uno stand di cucina abruzzese, la seconda con una scuola di cucina abruzzese per i residenti del comune.

L’anno scorso, l’associazione Abrussels presso il Comitato delle regioni (l’ente che si occupa di raggruppare tutte le regioni europee) ha esposto la mostra fotografica “Scorci d’Abruzzo”; venti foto che rappresentavano le bellezze d’Abruzzo. Tale manifestazione è stata possibili anche grazie all’aiuto della presidenza del consiglio della Regione Abruzzo nelle figura di Giuseppe Di Pangrazio con la donazione di 1000 euro destinati a tale manifestazione. Abrussels è un bene prezioso per l’abruzzese che vive a Bruxelles perché gli permette di sentirsi a casa.

Articolo pubblicato su MarsicaWeb, scritto da Americo Tancredi.

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Abrussels sul Corriere della Sera con il progetto “Ambiente…

Il bosco rinasce da api e orsi: i metodi naturali per ricrearlo dopo gli incendi

Può succedere che l’alleanza tra insetti, fiori e orsi possa contribuire a rimarginare una foresta devastata del fuoco appiccato da ignoti criminali? Sì, e lo dimostra un progetto di generosi volontari sui monti dell’Abruzzo, dove stavano tornando i rari orsi marsicani. Dopo i tremendi incendi dolosi che hanno distrutto le foreste del Monte Morrone nel Parco Nazionale della Maiella, si sono moltiplicate le proposte per la ricostituzione dei boschi. Naturalmente con costosi interventi e appalti a spese pubbliche, diretti ad aprire nuove strade forestali, «cesse» tagliafuoco, rimboschimenti con essenze a rapido sviluppo e tante altre iniziative che però non tengono conto della inesauribile capacità della natura di restaurare i terreni carbonizzati. Un terreno percorso dalle fiamme, se lasciato in pace — cioè non aprendo nuove piste, non intervenendo con operazioni di rimboschimento, non consentendo il pascolo e il calpestio — tempo qualche decennio (10 anni per la macchia mediterranea adusa da millenni alle fiamme) ritorna al suo splendore. Gli esempi del Parco nazionale Yellowstone — con centinaia di migliaia di ettari massacrati nel 1988 da tremendi incendi e oggi tornato al suo primitivo splendore — sono la prova.

Ricreare habitat favorevoli

L’Associazione «Salviamo l’orso», che opera in favore dell’orso marsicano ridotto a meno di 70 esemplari nelle montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo e dintorni e con qualche individuo anche nel Parco della Maiella, ha pensato di sfruttare il legame che da sempre unisce api e orsi per salvare entrambi e il loro habitat. Nei terreni percorsi dal fuoco, verranno posizionati, grazie a un contributo dell’associazione degli Abruzzesi a Bruxelles, alveari contenenti api italiche (anch’esse in via di estinzione per l’uso irresponsabile di pesticidi e la scomparsa di fiori selvatici) prelevate in territori vicini. Una maniera per attirare gli orsi è quella di offrire loro (come già si sta facendo vicino a Bisegna nel Parco d’Abruzzo) degli alveari. Questi plantigradi amano molto saccheggiare le arnie, tanto che per la protezione delle stesse molte associazioni ecologiste, come il Wwf, forniscono recinti elettrificati agli apicoltori. Perché non solo il miele li attira ma soprattutto le api, le cui larve e uova, ricchissime di proteine, rappresentano una buona integrazione alla loro dieta di animali ghiotti di formiche e insetti selvatici. Così la diffusione di alveari attirerà di nuovo i plantigradi scacciati dagli incendi.

Restauro spontaneo

Però le api avranno bisogno di fiori dai quali ricavare il nettare per il miele. E qui entra in gioco la facilità con cui le piante selvatiche riconquistano un terreno incenerito. Nel Parco Nazionale di Yellowstone, dopo le fiamme le prime a tornare sono state le piante da fiore appetite dagli insetti. Così nelle aree percorse dal fuoco sul Monte Morrone, l’assenza di pascolo e di disturbi umani favorirà il ritorno di piante da fiore mellifere che richiameranno gli insetti impollinatori come le api. Tra questa vegetazione pioniera riprenderanno le piante boschive. Sia rigermogliando dalle ceppaie non completamente carbonizzate, sia fruendo della semina involontaria di ghiande e altri semi trasportati dal vento e dagli uccelli, sia colonizzando terreni fino ad allora coperti dall’ombra delle fustaie. Insomma, un progetto che, grazie all’azione di volontari consapevoli, favorisce il restauro spontaneo del bosco, aiuta il ritorno degli orsi e delle api italiche. Con l’obbiettivo di sperimentare tecniche che potranno, in futuro, rivelarsi preziose per i nostri boschi.

L’articolo per intero può essere consultato qui