Attività

Festa del Socio Abrussels 2018

Grazie a tutti di cuore per aver partecipato alla “Festa del Socio”, la comunità di #Abrussels è viva ed attiva più che mai !!!Iniziamo questo 2018 pieni d energie e progetti da realizzare assieme !

Ringraziamo lo staff di Vini&Sapori per le pietanze offerte e l’ospitalità.

#Abrussels #readytogo #nevedretedellebelle 

Per maggiori informazioni sulle notre attività, non esitate a contattarci!

abrusselsasbl@gmail.com
www.abrussels.com

       

 

Attività

Abrussels a Mons per il DouDou !

Una delegazione di Abrussels ha partecipato alla manifestazione DouDou di Mons, l`11 giugno 2017.

Il Doudou, anche detta La Processione del Carro d’oro, esiste da ben 657 anni e si tiene ogni anno nel weekend della Trinità. Riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’Unesco, rappresenta il fiore all’occhiello della città di Mons e del Belgio stesso.

Un corteo parte dalla collegiata Sainte-Waudru e sfila per le vie di Mons fino alle 12, ora della fantastica salita del Carro D’Oro. Questo carro, che chiude il corteo, porta il reliquiario di Sainte-Waudru, patrona della città, che implorata dagli abitanti avrebbe protetto la città dall’epidemia della peste.

Al suono del Doudou (canzone popolare che ritma la festività) sulla Grand Place di Mons si svolge il combattimento di origine medievale tra il Drago e San Giorgio, nell’eterna lotta tra il bene e il male, ognuno aiutato da una schiera di “alleati” cittadini di Mons.

Per maggiori informazioni sul DouDou, clicca qui


Français

Le 11 juin 2017, une délégation de Abrussels a participé au DouDou de Mons.

Le DouDou, aussi appelé la Procession du Chariot d’Or, existe depuis 657 ans et a lieu chaque année pendant le weekend de la Trinité. Reconnu comme Patrimoine immatériel de l’UNESCO, le DouDou représente le fleuron de la ville de Mons et même de la Belgique.

Un cortège part de la collégiale Sainte-Waudru et défile pour les rues de Mons jusqu’à 12 heure, quand le Chariot d’Or y arrive. Ce chariot, qui ferme la procession, porte le reliquaire de Sante-Waudru, patrone de la ville, qui implorée par les habitants, aurait sauvé la ville de l’épidémie de la peste.

Au son du DouDou (chanson populaire qui donne le rythme à la fête) à la Grand Place de Mons il a lieu le combat d’origine médiévale entre le Dragon et Saint George. La lutte éternelle entre le bien et le mal est beaucoup sentie par les habitants de Mons qui s’allier avec l’un ou l’autre.

Pour savoir en plus a propos de DouDou, cliquez ici 
English 

The 11th of June 2017 a delegation from Abrussels took part in the DouDou occurrence in Mons.

The DouDou, also named as the Golden Chariot Parade, has been celebrated for 657 years and it is held every year during the Trinity weekend. It is recognised as UNESCO’s Intangible Heritage and it represents the flagship not only of Mons but of the whole Belgium.

The procession starts from the Collegiate Church of Sainte-Waudru and parades through the streets of Mons until 12 o’ clock, when the Golden Chariot gets there. The Chariot, that closes the parade, brings the reliquary of Sainte-Waudru, patron of the city. It is said that, implored by its inhabitants, Sainte-Waudru protected Mons from the epidemic plague.

At the Grand Place in Mons it’s held the medieval fight between the Dragon and Saint George: in the eternal struggle between the good and the evil, they are both helped by the inhabitants of Mons who side with the one or the other, always crooning the Doudou, a popular song that gives the rhythm to the festivity .

For furthter information about DouDou, click here

 

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Giovani Cervelli abruzzesi in Europa, ma senza dimenticare le…

Claudio Vernarelli, nativo di Roccavivi, ha fondato, meno di un anno fa, a Bruxelles, un’associazione che rivendica il ruolo dell’Abruzzo nel mondo europeo. Racconta: «Ho scelto di venire a Bruxelles nell’aprile del 2015, dopo aver conseguito una laurea in Filosofia e Comunicazione presso l’Università degli Studi dell’Aquila». Oggi, Claudio è il presidente di una stretta di mano fra la cultura regionale del suo luogo di provenienza ed il mondo esterno. «L’Abruzzo si dà da fare e viene amato immensamente, quando è riconoscibile e di facile lettura per l’Estero».

Hanno scelto l’Europa non per andare contro l’Italia, ma per rafforzare, come un’eco, quest’ultima. Giovani abruzzesi in Belgio per creare un ponte d’aggancio che non sia fatto solo di carta pesta o di carta straccia. Sentirsi italiani ed europei, allo stesso tempo, è un destino che competerebbe a tutti, oggidì. Incardinato, infatti, fra i sensi di identità cittadina, viaggia anche il senso più estremo di cittadinanza del mondo. L’Abruzzo, all’Estero, è una piccola pietra gettata nello stagno delle questioni da approfondire. Da qui, però, proprio dall’Abruzzo, un giovane studioso è partito con il suo bagaglio culturale sulle spalle alla volta di Bruxelles, per tentare di costruire altrove lo stesso senso di appartenenza regionale. Claudio Vernarelli è, oggi, il presidente di un’associazione dal nome di ‘Abrussels’, ossia ‘Abruzzo a Bruxelles’.

Forse, un giorno non troppo lontano, riuscirà a diventare anche patrimonio immateriale dell’umanità il suo spirito temprato dalle montagne ed il suo sguardo rivolto alla conoscenza senza tempo degli avi. «Ho scelto di venire in Belgio – racconta Vernarelli ad InfoMediaNews – perché volevo approfondire il campo delle politiche europee proprio laddove esse vengono ideate. Ho avuto modo, cioè, di approfondire questo settore per cinque mesi, presso la sede della Regione Abruzzo a Bruxelles, grazie al programma ‘Erasmus Placement’», racconta. ‘Abrussels’, dal canto suo, invece, è un’associazione  nata nel giugno del 2016, con lo scopo «di valorizzare, condividere e diffondere la cultura abruzzese, intesa come patrimonio materiale ed immateriale, nella capitale belga, con la consapevolezza che le bellezze regionali d’Abruzzo siano un valore aggiunto. Come forma giuridica, – continua Claudio – noi siamo una Asbl, ossia un’associazione senza scopo di lucro». Il primo accenno di ‘Abrussels’ si ebbe durante una cena tra abruzzesi, lo scorso gennaio.
«Tra boccali di birre belga – afferma ancora Claudio – io, assieme ai soci fondatori (Alessandra De Leonardis, che vive a Bruxelles da 15 anni, Vito Giorgio Colonna, adottato ‘belga’ da ben sette anni e Veronica Petrarca, di Anversa) ho deciso di allestire un gruppo di lavoro per tentare di sondare il terreno e vedere se c’era davvero la volontà per creare qualcosa di concreto a Bruxelles». Sicuramente, non è da tutti darsi anima e corpo di getto ad un’avventura così corposa. «Dopo, all’incirca, due mesi di riunioni e di incontri con molti giovani abruzzesi che risiedono nella capitale belga, abbiamo finalmente portato a termine questo progetto, dandoci anche un logo ‘forte e gentile’ che rispecchiasse la nostra identità: siamo abruzzesi ed europei con la A maiuscola, in fondo, e pensiamo che le due cose vadano strettamente collegate fra di loro».

L’Europa, quindi, chiama, anche se, spesso viene udita poco. Perché un giovane abruzzese dovrebbe volare fino a Bruxelles per realizzare la propria persona ed il proprio futuro? «Bruxelles – dice Claudio – è la capitale europea nel mondo, centro effettivo e decisionale delle politiche economiche e legislative che vengono poi attuate in tutti i Paesi dell’Ue. Questo vuol dire che, se si è interessati alla progettazione europea, non si può non prendere in considerazione l’idea di intraprendere uno stage in città. Personalmente, – afferma – consiglio a molti giovani abruzzesi di venire qui per un periodo di prova, per tentare di accrescere le proprie competenze professionali e per tentare di far tesoro delle opportunità che questa fantastica città offre».

«Come un qualcosa che nasce da zero, – racconta Vernarelli – abbiamo avuto delle difficoltà iniziali per la genesi di ‘Abrussels’, legate soprattutto alla logistica ed alla lingua madre, visto che, in Belgio, ci sono tre lingue ufficiali. Attualmente, contiamo più di 70 soci. Alla base di ‘Abrussels’ c’è una volontà forte di identità che è riuscita a far breccia anche nei cuori dei più scettici. Il nostro valore aggiunto è quello di creare un qualcosa di innovativo, giovanile e dinamico che non sia solamente un’entità che si riunisca solo due o tre volte all’anno, ma che sia, invece, una ‘verità’, vero e proprio punto di riferimento per gli abruzzesi in città». Chiamarsi europei ora. Nel mezzo della Brexit, nel mezzo dei terremoti che non salvano nemmeno il senso di serenità, nel mezzo di una moneta che non dà più stabilità. Chiamarsi abruzzesi ed europei assieme, significa attingere idee da quel gusto sognante degli avi (si veda il caso del giovane Mazzini) che ebbe fiducia nell’uomo senza troppe bandiere attorno. «Attualmente, – conclude Claudio – abbiamo due eventi all’attivo, il primo c’è stato in agosto, in occasione della commemorazione delle vittime del disastro di Marcinelle, in cui persero la vita ben 262 minatori (136 italiani), formati in gran parte da abruzzesi. Durante le giornate commemorative, infatti, – racconta – è stata esposta una mostra fotografica dal titolo di Les Bois des Souvenirs’, organizzata da due nostri soci, Max Pelagatti ed Enrica Buccione. La mostra è interamente visibile sul nostro sito web, www.abrussels.com. Il secondo evento, invece, si è svolto a fine settembre, quando abbiamo organizzato la prima edizione del Rostaland, ovvero una festa a base di Porchetta, arrosticini e Montepulciano vivo d’Abruzzo, che ha avuto, ovviamente, un seguito elevatissimo».
La mostra fotografica ha riportato indietro nel tempo le lancette dell’orologio attuale, attraverso la scala mentale di una lunga serie di immagini dal forte impatto emotivo, ispirate alla vita quotidiana delle famiglie abruzzesi emigrate in Belgio nel secondo Dopoguerra. «Abbiamo deciso, infine, di allestire un’altra mostra fotografica dal titolo di ‘Scorci d`Abruzzo’: nelle nostre idee, essa sarà esposta presso il Comitato delle Regioni, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio della Regione Abruzzo. La mostra darà spazio a fotografi professionisti e non, associazioni di volontariato e di promozione sociale abruzzesi che vedranno i loro scatti esposti di fronte ad un pubblico colto e raffinato, che rimarrà, senza dubbio, colpito dalle bellezze naturalistiche della regione più verde d’Europa». Perché proprio Bruxelles, centro della Comunità europea, e non il cuore stesso dell’Italia? «Non saprei rispondere a questa domanda. – specifica Vernarelli – Forse perché, nel mondo, non esiste un vero e proprio centro. Il centro di tutto, in fondo, siamo noi e sono le nostre idee che si confrontano, nonostante le barriere geografiche ed i muri invisibili innalzati».

Articolo realizzato da Gioia Chiostri, Direttore Responsabile de Info Media News, giornare on-line attivo in provincia dell`Aquila.

www.infomedianews.it/giovani-cervelli-abruzzesi-in-europa-ma-senza-dimenticare-le-radici-di-una-vita/